mercoledì 31 ottobre 2012

>sulla strada

                    

                    




>>>sulla strada




Come cambiano i sogni!  Coppelia a vent'anni con la  2 cavalli fuoristrada,
giocava alla beat generation. Kerouak il mito.   La 2 cavalli si
chiamava Goldrake,la Ufo macchina con il cambio a catenaccio.
Goldrake era un'autentica ribelle, non aveva serrature,  era
un  forno ventilato d'estate ed un frigider sotto zero
d'inverno. Però, volete mettere.... lei e Coppelia si sono tanto divertite.
Attachè sui fianchi della Goldrake, tanti adesivi inneggianti i gruppi Rock  dell'epoca,
tipo i Rolling Stones, i Doors, pure la PFM.
Si viaggiava alla giornata, improvvisando mete.  Spesso
sconosciuti amici degli amici, le ospitavano senza chiedere nulla in
cambio. Capitava di passeggiare a Firenze per notti intere, si faceva colazione
davanti a S.Croce all'alba e poi si andava a dormire.  Capitava anche di dormire
in macchina,  quando non si trovava ospitalità,  ma non era grave era molto freak.
Certamente Coppelia a quei tempi, mentre  faceva colazione nel caffè
di fronte a S.Croce non poteva certo immaginare, che da grande avrebbe esposto
i suoi lavori nella cripta di quella S. Croce; ma questa è tutta un'altra storia.
Goldrake era una macchina piena di sorprese, spesso si rimaneva a piedi.
Si foravano le gomme anche se era un fuoristrada, rimaneva incastrato
a tavoletta il pedale dell'acceleratore, prendeva fuoco, ma anche queste son tutte
altre storie.
L'avventura è sempre l'avventura.
 Ciò  che Coppelia, ora da grande, da molto grande non riesce a comprendere,.
 è il motivo per il quale l'avventura non è
più un'avventura.
Ora  che si trova realmente sulla strada,  le cose che le mancano da morire, sono la sua casa, il suo lavoro. il suo piumone.







 

venerdì 26 ottobre 2012

>50 sfumature di sconcerto





>50 sfumature  di sconcerto

Stupite! Stupite!  Ebbene,  ogni volta che entro  in una libreria, provo una piacevole sensazione di benessere,
per la vista e l' olfatto. I libri hanno anche un buon profumo.  Chi mi legge,  certamente rimarrà sorpreso.
La mia scrittura, a quanto pare, non trae alcun beneficio dalla mia frequentazione assidua di librerie. Pazienza.
Negli  ultimi  mesi, ho notato con molto sconcerto, un fenomeno che mi avvilisce. Non è una novità che
ogni tanto un libro mediocre, diventi   un best-seller. Quest'anno ci siamo sciroppati la famosa triologia
delle sfumature. Ovviamente non ho resistito e ci ho messo l'occhio. L'ho trovata penosa.
Una cenerentola contemporanea kitsch. Una specie di favola, intercalata da pseudo (ridicole) situation 'erotiche' (?).
A parte questo,   (tutti i  gusti sono gusti)....per la mia formazione, l'elemento che mi ha  disturbata di più , è stato
certamente il compiacimento sottile, nel descrivere lo stato della ' sottomessa', come esperienza piacevole.
Considerando poi il fatto che il libro ha avuto un enorme successo...da qui lo sconcerto.  Ero convinta, ingenuamente,
 si trattasse di un fenomeno  passeggero. E invece no! Da un paio di  mesi, in quasi tutte le grandi librerie, nei settori
delle novità, si leggono un'enorme quantità di titoli del 'genere', sottomessa, gheisa, petali cremisi e company.
Sarà che io son cresciuta a Simone  de Beauvoir,  Dacia Maraini,  Marguerite Yourcenar...ebbene sono
inorridita.

venerdì 5 ottobre 2012

>> 80 ma non li dimostra


>>quasi ottanta ma non li dimostra,

Quando la  terra tremò per la seconda volta, mentre nonna Oriana portava in salvo i nipotini ed il marito infermo,
arrivò il cane Buck, scampato miracolosamente al crollo parziale della casa.
Clea arrivò  un q    uarto d'ora dopo. Aveva buttato giacca e stivali giù dalla finestra e scesa a pianterreno, era  salita in
macchina  e si era precipitata a casa dei genitori. Clea abitava in centro,  a solo  un chilometro di distanza, ma
quel breve percorso rimarrà per sempre impresso nella sua memoria. La gente per strada urlava " Ci sono dei morti!     Ci sono dei morti! ", La strada era ostruita da pietre. Alcuni palazzi  ai lati della strada erano crollati.      Per prima cosa notò il muro parzialmente crollato su di un lato  esterno, dell'immobile dove abitavano    i  genitori, era terrorizzata. Poi li  vide nel parcheggio di fronte alla casa, i bimbi, Buck ed i nonni.
Più tardi arrivarono il fratello e la cognata, quest'ultima scampata miracolosamente al crollo  parziale dei    capannoni dell'azienda per cui lavorava.
Rimasero per tre giorni in macchina in quel parcheggio. Il primo giorno neppure i generi di prima necessità,
solo sirene, luci blu lampeggianti, soccorsi  in arrivo. Una gran confusione giorno e notte, gente smarrita e    poi  disperata. Nei due giorni successivi, montarono cucina da campo, la  tendopoli  ed i servizi.
Nel frattempo erano stati evacuati case di riposo ed ospedali anche in zone limitrofe, perchè inagibili.     Clea ed il fratello si resero conto che non era possibile trovare una sistemazione adeguata per il nonno infermo.
Contattata l'azienda di soggiorno della  riviera, trovarono una sistemazione presso un Hotel attrezzato
per persone con disabilità.
Nonna Oriana aveva la patente e guidava ancora discretamente. Era stata la prima donna del paese a prendere    la patente nei primi anni 50 e voleva partire con la sua macchina insieme al nonno. Clea si chiese se
era più rischioso permetterglielo, in considerazione anche dei tre giorni  di stress tremendo appena trascorsi o    lasciarle quel briciolo di autonomia che la faceva sentire ancora viva e utile.
Clea tifava per la grande forza di carattere di nonna Oriana.  Partirono tutti e 3. Il fratello davanti  a guida della    'carovana', nonna Oriana ed il nonno con la loro auto in mezzo, in coda Clea con la sua auto per controllare    la  situazione. Nonna Oriana da quasi un  ventennio non percorreva un'autostrada e    certamente non aveva mai visto un'autostrada a 4 corsie. Seguiva a ruota la macchina del figlio senza    guardare altro. Arrivati finalmente al casello d'uscita dell'autostrada, il figlio distratto, infilò l'uscita esclusiva per il telepass,     mentre nonna Oriana lo seguiva  imperterrita,  pur non avendo la più pallida idea di cosa fosse un telepass.
Quando si rese conto che non c'era  nessuna cabina con il bigliettaio, scese dalla macchina perplessa.
    Clea  per non creare code, usci con il telepass nella corsia accanto.  Parcheggiò all'uscita dell'autostrada
 ed insieme al fratello si avviarono a piedi verso il casello per recuperare la nonna.
Nonna Oriana per niente intimidita,  stava litigando con il citofono : " Io i soldi ce li ho! Se volete  farmi passare    veniteli a prendere" ...... 

martedì 2 ottobre 2012

>>Pregiudizi

 ...e  pensare che sono sempre stata contraria alla  psicanalisi...

Quando ho aperto il blog, ho curiosato in mondo blogger un pò di fretta. L'operazione della scelta del layout, le varie impostazioni ed il  primo post richiedevano urgenza.
HO cliccato 'segui' su di un  paio di blog simpatici, ben scritti, però devo ammettere che a causa della fretta, avevo tralasciato  la lettura dei profili degli autori.
Un paio di  giorni dopo, per caso, ho scoperto di essere capitata nel blog di uno  psicologo o psicanalista. ( Ammetto la mia abissale ignoranza in materia, infatti non conosco la differenza.)   
Ho un'amica (o forse avevo un'amica), che ha persino battuto il record di Woody Allen (30 anni di analisi).
 Con dispiacere devo ammettere che la preferivo prima.
La metamorfosi è stata stupefacente. La  personalità  spontanea, creativa e ludica  (era inscritta al DAMS che poi abbandonò) con l'avanzare dell'analisi,  ha subito, lentamente, un radicale cambiamento.  Attualmente sembra corazzata, conservatrice,  non disponibile al nuovo,  per niente spontanea e soprattutto misantropa, ormai disposta a dialogare quasi  esclusivamente con i gatti.
Noi vecchie amiche dalle superiori, pur avendo intrapreso strade diverse l'una dall'altra, abbiamo conservato, nelle occasioni d'incontro quel briciolo di complicità amichevole, di cameratismo che ci scalda il cuore come ai vecchi tempi.
L'unico neo, è appunto, la nostra amica psicoanalizzata,  che nonostante i nostri tentativi di coinvolgimento,ci ha lasciato, regalandoci solo formali saluti.   Ammetto di essere rimasta un pò 'smelonata' nonostante l'età e forse questo la può spaventare, ma il resto del gruppo è composto da serie professioniste, che al momento giusto sanno spogliarsi dell'abito serioso.
Questa  esperienza ha rafforzato la mia diffidenza nei confronti della psicoanalisi.
Ebbene, ora sono stupefatta nello scoprire (sul blog di Soffio) il mio pregiudizio.
Ho trovato in Soffio, una persona simpatica, ironica, con un'enorme apertura mentale, disponibilità e nessuna ingessatura...
non è mai troppo tardi per scardinare pregiudizi.

domenica 15 luglio 2012

Se mamma sapesse...





I sempre mitici ‘70
..un invito a cena alla ‘Porta Rossa’, mmmmmmm…
“Ciao “
“Ciao”
Arrivano  Pane e la Clodette ed entriamo in questo
 questo posto che non è il nostro posto…
Sarà il freddo che emana il pavimento, brrrr… marmo bianco
Sarà il brusio in sottofondo.
In questo luogo non si parla, al massimo si sussurra.
Saranno le stoviglie con il silenziatore.
Insomma ...Qui, ho la sensazione che tutti sentano il mio deglutire.  

Noi, invece, sussurriamo alto. 
Essì, noi siamo gli intellettualoidi
un po’ cafoni e molto ignoranti.
…ma! Noi parliamo di Reich! Wilhelm Reich! Lo intingiamo in tutte
le salse, un po’, come trattiamo questa specie di fonduta con contorno in
ciotoline  salseggianti.
Ad essere sinceri il rospo da qualche mese a questa  parte
non parla d’altro e Pane è il suo discepolo.
Io, ecco io invece ho la testa altrove.
Lo so che interrompere il Rospo (il mio compagno, non ancora principe) è un sacrilegio, ma..

Ecco, si presenta un problema imbarazzante.
Mi avvicino all’orecchio del rospo.
“Rospo, ho un problema!”
Lui, si volta” Che c’è?”
“Ecco. La mia mamma, oggi è stata alla Standa (vabbè
nei ‘ 70 mica c’erano i Centri Commerciali. Bei tempi).
“,,e allora” mi fa il Rospo.
“,,e allora sai com’è, trova sempre le NOVITA’” ehm.
“ oggi ha trovato una confezione di mutandine usa e getta.
Me le ha regalate.”
Mi guarda con 2 occhi che par che dicano “beh!”
“… il problema è che questa sera le ho indossate, e…
insomma, credo che si stiano squagliando. Ecco!”
“Se mi alzo in piedi, probabilmente cadranno perterra”.

Ammetto...  il mio rospo è fantastico.
Chissà se regge. Si, si… si controlla.
L’addome ed il pomo d’Adamo vibrano, ha le convulsioni.
Niente paura.. Sta ridendo ‘dentro’.

Mica facciamo la figura dei cafoni, noi.
Abbiamo due facce da schiaffi imperturbabili.
Il Rospo infila la mano nell’ apertura laterale
della mia gonna, afferra le mutandine e mi
dice:
“ Niente paura, donna” eheh “ci sono qua io”

Nel frattempo il ragazzo che è seduto al tavolo di fronte,
comincia a fissarci, sforzandosi di mantenere la conversazione
con la ragazza che ci da le spalle.
Lo faccio notare al Rospo.
Ebbene, il Rospo inizia a divertirsi sul serio e ..pure io.
Il ragazzo ci fissa, ma
cerca di non farlo notare alla sua ragazza.
Io ed il rospo stiamo al gioco. 
Lui stringe  con la mano i brandelli delle mutandine di carta usa e getta,
nel frattempo mi coccola e straparla di Reich.
Il nostro vicino di tavolo, 
continua a fissarci ormai senza controllo.
Finita la cena ci alziamo da tavola.
 I vicini ci imitano, mentre i nostri amici, informati su ciò che sta
accadendo, fingono indifferenza.
Usciamo dal locale con disinvoltura, mentre
il Rospo mi abbraccia con la mano ancora infilata
 nell’apertura della gonna.
Ci fermiamo nel parcheggio e aspettiamo i nostri
inseguitori.
Ecco.   Arrivano.
Il Rospo afferra le mutandine dalla fessura, le strappa
e le butta in aria.
Saliamo sulla mia 2 cavalli, detta la “Goldrake Ufo Robot
Dei Salden” …e via.


venerdì 6 luglio 2012

IN-FORMA-TIZZATE


Da oltre un mese, per cause di forza maggiore, frequento  spesso centri commerciali in città.
Con i tempi  dilatati che mi ritrovo, in attesa che si sblocchi la situazione dell'agibilità casa/studio,
mi capita di osservare con più attenzione le persone che incontro in questi luoghi molto frequentati .
Spesso mi fermo per uno spuntino all'ora di pranzo, per non invadere troppo gli spazi di chi mi ospita.
Cambio spesso luogo di ristoro.
Non so come chiamarli. Sono una via di mezzo tra bar, ristorante e pizzeria.
Mentre io mi godo insalatone fresche,  tra l'altro molto nutrienti e appetitose (contengono un pò di tutto),
 gli/le astanti,   in prevalenza giovani mamme con pargoli, si abbuffano di pizze, patatine fritte 
e coca cola.
La constatazione mi stupisce molto. Queste mamme, in teoria, dovrebbero essere in-forma-tizzate.
Incredibile!! ...con TV - Internet ecc..ecc... che bombardano ininterrottamente  consigli alimentari
'salutisti'....con il mito del fisico perfetto..
Sono sbalordita.
Ma forse non tanto ... ora ricordo alcune giovani colleghe, con fisico perfetto, palestrato che usavano la macchina per 
coprire i 300 metri che separavano il luogo di lavoro dal posto di ristoro della pausa pranzo.  
In compenso facevano 3 sedute settimanali di palestra. Aggiungendo, come stile di vita, pasti saltati e abbuffate di patatine
 e snack.
Sorrido... ma forse non c'è molto da sorridere...
P.S.
ehm! Mi sparo (oltre alle insalatone) anche un buon piatto di pasta tutti i giorni :-))

martedì 3 luglio 2012

Cosa sta succedendo?

Un anno fa, M. il mio migliore amico veleggiava ai Caraibi con 'Fandango', un piccolo  veliero.
Da 10 anni aveva abbandonato carriera e quant'altro  e viveva sul mare
in completa libertà.
A Natale senza nessun preavviso è arrivato un glioblastoma (il tumore al cervello più feroce), non può più muoversi ne vedere.
Mi sta salutando, dedicandomi il suo ultimo libro.

sabato 30 giugno 2012

Nessuna festa




Rimanere senza casa e senza studio per un tempo indeterminato, è un'esperienza tremenda.
Alzare gli occhi e non trovare più le piazze, le chiese, i luoghi d'incontro, il negozio sotto casa, i portici
del bar del caffè mattutino, è tristissimo.
Al contrario di ciò  che raccontano i telegiornali, non abbiamo festeggiato nemmeno la vittoria 
contro la Germania, anche se ci ha riempito d'orgoglio.
Il desiderio della festa, non lo sentiamo ancora.
Avrei voluto abitare in questo blog con leggerezza, con raccontini un pò  'sciocchini'
 per alleggerire una quotidianità un pò seriosa.
E invece no...è andata diversamente (per il momento).:-))

martedì 26 giugno 2012

Ci si è messo anche il terremoto.

Questo blog  non vuole proprio decollare. Prima mancava il  tempo.  Ora c'è il terremoto.
Il blog voleva essere una creatura semiseria, leggera, con alcune vignette 'fatta in casa'.
Ora manca la casa, il materiale per scrivere, disegnare e lavorare sul web.
Sigh!
...l'unica cosa che non manca è  la burocrazia lenta che non ci lascia ricominciare...

domenica 29 aprile 2012

AL LUPO, AL LUPO

  

L’autostrada era semideserta, probabilmente a causa del caldo spaziale, a causa dell’ora e causa del  giorno. Un giorno qualsiasi intorno a ferragosto, ore 15.

Coppelia infilato un Cd di  Fiorella Mannoia a tutto  volume nel lettore, cantava a gola spiegata, anche grazie al conforto dell’aria condizionata  .

All’uscita del casello di Verona,  fece una piccola pausa d’orientamento.

Doveva recarsi ad un deposito per recuperare ’materiale artistico’ proveniente da un evento conclusosi di recente.

Fortuna  volle che al terzo tentativo,  grazie al miracoloso intervento di Tom Tom,  i grandi capannoni del deposito,  dotati di tutto lo squallore di una periferia desolata, comparissero finalmente   sullo scherma del   parabrezza della monovolume di Coppelia.

 A prima vista, l’unico essere vivente che stazionava in loco , era uno splendido cane lupo alla catena.   

Coppelia dopo aver parcheggiato l’auto, si avvicinò al cane, che aveva un pelo splendido grigio/bianco, l’accarezzò sulla testa dicendogli dolcemente – Ma che bel lupetto sei!-

Il cane, con splendidi occhi quasi bianchi la fissò. Sembrava quasi interdetto.

Improvvisamente Coppelia udì alle sue spalle  una voce che gridava:-

- Signora! Signora faccia attenzione! Quello è un lupo vero.-

Coppelia guardò il  lupo e disse – Perbacco, ma sei proprio un bel lupetto.-

Chissà… forse era la prima volta che quel lupetto riceveva una carezza.

Mah! Che vita da lupi….