mercoledì 20 febbraio 2013
>>Quasi quasi mi scappa da ridere
Oggi è arrivata la lettera del Cavaliere. La lettera dice che mi restituisce l'IMU.
Peccato che l'IMU io non l'ho pagata perchè ho la casa inagibile a causa del terremoto.
Il Cavaliere ci ha mandato anche la Bernini, che ci ha raccontato di non credere
alle promesse della sinistra, perchè i soldi per il rimborso del 100% ai terremotati
non ci sono.
Ma che birichini questi soldi! Scappano di qua e di là, amano
la villeggiatura e finiscono sempre in paradisi/o.
Quello che non capisco è perchè non mi tornano i conti....
lunedì 11 febbraio 2013
>>Tecniche di vendita
In questo ultimo ventennio il business dell'offerta di formazione comportamentale viaggia alla grande.
In prevalenza si tratta di corsi di formazione realizzati utilizzando teorie di psicologia
comportamentale di base. Questi corsi vengono utilizzati per la formazione
dei dipendenti di grandi imprese, di catene commerciali,
di esercizi in franchising. In sintesi si tratta di corsi destinati ad operatori con mansioni rivolte
alla vendita di servizi o merce di qualsiasi tipo.
Pur essendo numerose le aziende che si occupano di formazione, spesso, secondo la
mia opinione, utilizzano gli stessi criteri e le stesse argomentazioni.
Il risultato è che la metà della popolazione che lavora nel ramo vendite ha usufruito
della stessa formazione.
Anni or sono partecipai ad un corso di tecniche di vendita per il settore presso il
quale lavoravo. più o meno nello stesso periodo, anche mio fratello che lavorava
in tutt'altro settore fece un corso simile.
Tranquilli! Non svelerò i segreti di un buon venditore, anche se secondo la mia opinione,
i corsi non bastano. Ci sono persone che per empatia ed una buona dose di faccia
tosta riescono a vendere qualsiasi cosa. (Basta ascoltare la campagna elettorale)
Ci sono anche persone disposte ad ingoiare qualsiasi cosa, purchè sia una favola.
Il tema di base del corso era l'assertività ed il divieto assoluto dell'uso del 'no'.
In poche parole, funziona così, se un potenziale cliente si dimostra interessato ad un capo di
abbigliamento tipo maglione rosso, ma ti dice che lo preferirebbe di colore blu, tu
lo devi convincere che il maglione rosso è perfetto per lui, il blu non gli donerebbe altrettanto.
Insomma lo devi convincer ad acquistare quello che tu gli vuoi vendere.
Il relatore non era riuscito a convincermi del tutto ed alle mie rimostranze,
i partecipanti mi rivolsero il solito sguardo perplesso, come se si ritrovassero
davanti la solita aliena.
Raccontai che alcuni giorni prima ero entrata in un negozio per chiedere se lo stesso
piumino bianco esposto in vetrina era disponibile anche in nero.
La commessa mi disse che la versione in nero non era più disponibile.
Alle insistenze della commessa provai ugualmente il piumino bianco e me ne innamorai
subito, ma non ero disposta ad acquistarlo perchè in precedenza avevo già avuto un
capo simile ed aveva creato diversi problemi ingiallendo ecc. ecc.
Nonostante le lusinghe della commessa rifiutai e mentre mi avviavo verso l'uscita,
la furbetta mi disse:-Aspetti un attimo. Vado a controllare in magazzino. Non si sa mai- e dopo
qualche minuto si presentò con il piumino nero che tanto desideravo.
La cosa mi disgustò talmente che a malincuore uscii senza acquistarlo. La manipolazione
mi aveva irritata.
L'empatia della titolare di un altro negozio, invece mi convinceva ad acquistare qualsiasi cosa.
Senza insistenza, così con naturalezza, chiacchierando, le cose mi capitavano tra le mani
ed alla fine uscivo sempre da quel negozio con le buste piene.
In conclusione, ritornando al corso, provai ad obiettare che queste tecniche erano ormai talmente diffuse,
che utilizzate alla lettera, senza una personale predisposizione comunicativa del venditore, potevano essere
controproducenti, in quanto percepite come manipolazione.
Nessuna risposta da parte del relatore del corso.
Qualche tempo dopo raccontai l'accaduto al fratellino. Venditore nato.
Il fratellino mi guardò con la solita espressione di compatimento.
- Te lo dico tutti i giorni come si fa. Guarda con mamma per esempio.
Io le do sempre ragione e faccio sempre come mi pare. Lei è contenta
lo stesso e mi adora. Tu contesti continuamente e la fai sempre arrabbiare.
Va sempre a finire che per metterla tranquilla tu devi cedere.-
lunedì 4 febbraio 2013
>Sig:ra Robinson
La scorsa settimana ho rivisto per l'ennesima volta "IL LAUREATO" e per l'ennesima volta
ho tifato per la Signora Robinson e ovviamente per Simon and Garfunkel.
Non si tratta di simpatia maturata con l'età, la Signora Robinson mi piacque subito
anche all'epoca dell'uscita del film in Italia, quando io ero ancora adolescente.
Ho sempre 'sentito' la sua disperazione di perdente. La sua fragilità di vittima dell'ipocrisia e del conformismo.
Non so perchè, ma mi ritrovo sempre controcorrente. Rimase sconcertato dal mio giudizio, anche il mio compagno di
trent'anni fa, quando ci capitò di rivedere il film insieme.
Benjamin a volte lo trovavo irritante, pur comprendendo il suo malessere esistenziale
rivolto appunto contro la società conformista dell'epoca, non sopportavo in lui
il perbenismo e la malafede. La mancanza di autocritica ed il giudizio pregiudizio
nei confronti della Signora Robinson. Mi infastidiva l'assoluzione che dava a se stesso, anche
perchè quel grande amore che dichiarava per Elaine era sopra tutto una sfida alle convenzioni
sociali. Giusta la rivolta, ma discutibili i mezzi.
La polemica sociale è blanda e contraddittoria. La figura del protagonista, prende solo relativamente le distanze
da quel mondo conformista, cui comunque appartiene e di cui non rifiuta i privilegi.
La stessa tematica del conformismo è denunciata "dall'interno", in modo abbastanza generico e semplicistico
giovedì 31 gennaio 2013
>>Après Mai
"La rivoluzione del '68 ha avuto un risultato estetico e non politico" questa è l'opinione del regista Assayas, ma non è la mia. Il film è senza dubbio una
rivisitazione estetica fatta con grazia e garbo di un movimento che a mio parere, invece, ha "rivoluzionato" il costume in generale e la condizione femminile in particolare.
Il film è amaro,e la visione dell'autore, a me pare di parte.
Assayas, il regista, appartiene indubbiamente all'alta borghesia parigina, altrettanto gli altri protagonisti della vicenda, come la fidanzata Laure . Molto maschilista è anche la visone
delle donne nel contesto. Sembrano delle Groupie.
Ho sempre contestato chi ha dato una visione negativa dei movimenti sessantottini.
Se il '68 ha modificato estremamente in positivo la mia vita, suppongo che sia successo altrettanto per altre persone e credo non poche.
La 'rivoluzione culturale' c'è stata e chi la nega è un superficiale.
Grazie al '68 io sono diventata la persona che volevo essere, certamente la 'cultura' della nostra società, negli anni 50 e primi 60 non me lo avrebbe permesso.
> Nel film i personaggi maschili sono scettici, altalenanti nel proprio blando romanticismo e decidono delle loro vite in autonomia, le femmine sono più dipendenti, più insicure e hanno bisogno di un mentore, o banalmente un fidanzato, per appropriarsi di una posizione nel mondo.<
Più che altro questo mi descrive la retromarcia dell'ultimo decennio.
Non voglio negare che per molti si è trattato proprio di un percorso di disagio giovanile e niente più, ma il regista ne fa un patchwork di eleganti luoghi comuni, sopratutto estetici, togliendo ogni incanto ad una generazione che ha modificato enormemente la cultura occidentale degli ultimi 50 anni.
domenica 13 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
>>dabbenaggine
Che gli Italiani siano autolesionisti, direi proprio che non ci sono dubbi.
Lo dimostriamo proprio in questo clima pre-elettorale, anzi no, lo dimostriamo sempre.
Il guaio è che ci crediamo anche furbi.
I nostri guai li sbanderiamo al mondo e dopo tanti mea culpa e piagnistei, li andiamo a cercare
di nuovo.
Ma ti pareva! Or, volendo essere obiettivi, neanche gli altri stati profumano di santità.
Proviamo un pò a snocciolare nomi, prendiamo (per rimanere giusto in tempi abbastanza recenti)
un Reagan, un Nixon, un Mccarthy ( alla faccia dei sognatori della California Dreams), prendiamo
una Goldman Sachs, prendiamo la sanità americana e gli sfrattati per strada.
Cambiamo luogo. Tralasciando gli orrori della Germania inizio 900, l'aquila teutonica non brilla tutt'ora di generosità.
Se hanno un problemino, per esempio i cetrioli velenosi, sbolognano la responsabilità alla Spagna,
se proprio non ci riescono ' dimenticano il problema '. Pure le mozzarelle blu, ma tu guarda, gli
Italiani si lamentano per qualche mozzarella blu. Che ingrati! Per non parlar di fonderie ....
Proviamo l'Inghilterra?..l'Irlanda? ..l'Olanda? che fanno? in odor di peccato..abbassano il volume.
E la patrimoniale? L'Obama c'è riuscito al 2° mandato, udite udite...correva l'anno 2013.
Il caro Depardieu i benefici del cuore italiano dei pelati Cirio, li esporta in Russia.
E così tra pizza, spaghetti ed il nostro caballero loro sghignazzano sui fatti nostri e si fanno i fatti loro.
A questo punto vi chiederete, bè!.. che c'è di nuovo?
Se non ci fosse un Benigni che snocciola un nostro dignitoso passato recente e ci ricorda certe
nostre invidiabili teste toste che hanno cucito una democrazia quasi perfetta, non mi stupirei
di tanta nostra dabbenaggine.
Ebbene quasi quasi scommetto che dopo tanta corruzione sbandierata, i figli di Giussano si alleeranno
ancora con i Pirelloni, che i tutori antimafia si infangheranno vicendevolmente, che i grilli continueranno
a frinire, frinire, frinire e che in parlamento siederanno ancora ladri e cicisbei, perchè gli Italiani li voteranno ancora.
domenica 23 dicembre 2012
>>AUGURI
Caro Babbo Natale,
Tu sai che anno difficile è stato per noi il 2012. Non ti stupire quindi se
quest'anno ti chiedo tre cose invece di una sola.
Per prima cosa ti chiedo mai più anni come il 2012 e tu sai perchè,
a partire dal terremoto e tutto il resto.
Per seconda cosa ti chiedo un futuro di democrazia per tutti i popoli
oppressi da dittature politiche, economiche e religiose.
Infine ti chiedo un futuro dignitoso per le donne oppresse nel mondo
e tanto, tanto rispetto per tutte.
Lo so che non è poco, ma puoi provarci insieme a noi.
Auguri carissimi
Coppelia
BUON NATALE
A
TUTTI
martedì 18 dicembre 2012
> Lezione Magistrale sulla Democrazia
E' stato un bellissimo regalo di Natale. Roberto Benigni con la sua Lezione Magistrale ci ha
raccontato la Democrazia. Ci ha parlato con parole tanto semplici quanto dirette, della dignità
perduta, di una società che non merita tutta questa oscurità, questa arroganza, questa indifferenza.
Ha riesumato da una sepoltura indegna la nostra ricchezza di cultura, d'intelletto, di bellezza,
di valori, mortificati da un'orda barbarica. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo
e ne siamo fieri.
venerdì 14 dicembre 2012
>Coppelia e i sui geni
Spogliarsi della parte più ragionevole di sè, era sempre stato il
sogno rivoluzionario di Coppelia. Ahimè, nonostante l'incomparabile
fortuna di esserci e di vivere le mutazioni che seguirono i moti sessantottini,
probabilmente per assicurarsi una comoda sopravvivenza *_-, Coppelia aveva sempre
mantenuto una 'guardia' alta nei confronti degli estremismi, degli integralismi e anche
degl'indottrinamenti con il paraocchi. Comportamento mantenuto sia nelle situazioni
estreme, sia nella cerchia delle sue amicizie più soft e 'casalinghe' .
Dovete sapere che la sua cerchia delle amicizie 'soft/casalinghe' era composta dal
famoso gruppo filo-reich-iano, dei già conosciuti: Coppelia, il Rospo
(soprannominato Filoreich), Pane, la Claudette, il Gian (che meriterebbe un racconto a
parte) ed infine il Tiziano. Coppelia ed il Rospo erano culturalmente quasi autodidatti, Coppelia era
del partito dell'autocontestazione e dello smantellamento delle certezze altrui, il
Rospo era l'indottrinato ed il predicatore, Pane il discepolo del Rospo, la Claudette
discepola del Rospo con all'attivo anche un breve militanza nelle pantere rosa, il Gian la
persona più colta e più folle che sia mai vissuta a cavallo dei salden del Po
ed infine il Tiziano apparentemente nichilista sofferto.
Tra cene e rincorse sui salden del fiume nazionale, tra le
osterie di una Bologna in fermento, le delusioni di un '77 sulla via del declino, si ragionava e sragionava di vita, morte,
politica e filosofia e anche di sciocchezzuole varie.
Coppelia era considerata la borghese del gruppo a causa della grave colpa di essere una LAVORATRICE
a tempo pieno e proprietaria di una lussuosa due cavalli detta Goldrake
Il Rospo compagno molto alternativo di Coppelia, era precario. Pane in cerca di lavoro.
Claudette fuoricorso perenne con futuro vitalizio assicurato dai genitori.
il Gian misantropo, anche lui con rendita vitalizia (aveva già trascorso per metà il cammin della sua vita,
secondo Dante, ma per il destino era quasi giunto al capolinea).
Infine il Tiziano laureando in legge.
Ebbene, questa allegra compagnia trascorreva nottate in bianco impegnata in discussioni accese, ed
anche in altre cose leggiadre, meritevoli di racconti a parte.
Per un paio d'anni Reich fu il filo conduttore dei ragionamenti vari del gruppo, osteggiati dai tentativi
di smantellamento Cooperiani della Coppelia. Poi con l'avvicinarsi dell'età matura, si fa per dire, le cose
presero una strana piega.
Coppelia più che soddisfatta del suo rapporto giocoso e disimpegnato con il Rospo, quando il malcapitato
improvvisamente una sera le chiese di ufficializzare in modo serio il loro rapporto, credendo si
trattasse di una battuta la fanciulla, iniziò a ridere a crepapelle. Quando si accorse di aver male interpretato la
richiesta del Rospo era troppo tardi, ormai lo aveva già ferito. D'altronde anche un onesto rifiuto, ben
argomentato, avrebbe ottenuto un risultato ugualmente mortificante per il Rospo, che a quanto pare non se lo aspettava.
Pur essendo dispiaciuta Coppelia, non riusciva a spiegarsi lo strano comportamento del Rospo, eppure
aveva sempre creduto che il Rospo condividesse più o meno il suo sentire. A lei piaceva il proprio corpo
e la propria mente così vivaci nella loro irrequietezza, e l'indocilità della sua immaginazione che la faceva sentire così libera
e perchè no, che bella, l'euforia degli ormoni in giostra.
Perchè mai avrebbe dovuto mortificare questo stato di leggerezza per pianificare un futuro che immaginava
ancora carico di sorprese e mutamenti. Il Rospo finse indifferenza e per alcuni mesi continuarono come nulla fosse, il
loro rapporto d'amicizia. Trascorsi 6 o 7 mesi il Rospo presentò al gruppo la sua nuova compagna, appena
sedicenne. Nulla cambiò nei rapporti del gruppo, Coppelia non si dispiacque, le sembrò naturale ed infatti, dopo pochi mesi
anche lei aveva un nuovo compagno. Ciò che invece dispiacque a Coppelia, fu l'evolversi del vissuto dei vecchi compagni.
Il Rospo indottrinò per benino la ragazzina, la sposò, la costrinse a casa, a fare la casalinga, a fare lo sfoglio ed a curare
il giardino, mentre lei aveva finito gli studi e avrebbe potuto intraprendere una carriera nel settore paramedico,
A quarant'anni il Rospo si ammalò di cancro e morì, la sua compagna si portò il peso del dolore per la perdita del suo
padre e padrone ed il peso di rimanere all'improvviso senza arte ne parte, senza una lavoro gratificante e fu
così costretta ad accettare un lavoro di commessa.
Il Pane trovò un lavoro a tempo indeterminato e sposò una straniera dell'est. Il Tiziano sposò la figlia di un
facoltoso avvocato di una città vicina e divenne un pezzo grosso della Banca d'Italia.
La Claudette fece un figlio a spese dei genitori che tanto disprezzava, si sistemò sul divano di casa e non si mosse
più, sui cinquant'anni decise di indossare i panni della benestante, grazie al generoso vitalizio procuratole dai genitori e
si dichiarò fan del Caballero Misterioso.
Il Gian quando fu presentato al nuovo compagno della Coppelia, che era un pochettino più giovane di lei, esordì con la nota poesia di
Cecco Angiolieri
S'i fossi foco, arderei 'l mondo
s'i fossi vento, lo tempesterei
s'i fossi acqua, lo annegherei
s'i fossi Dio, manderei l'en profondo
s' i fossi papa, sarre' allor giocondo
chè tutti cristiani imbrigherei
s'i fossi 'mperator, sa che farei?
a tutti mozzerei lo capo a tondo
S'i fossi morte, anderei da mio padre
s'i fossi vita, fuggirei da lui
similmente farìa da mi' madre
S'i fossi Cecco, com'i' sono e fui
torrei le donne giovani e leggiadre
e vecchie e laide lasserei altrui.
Morì qualche tempo dopo con una malattia al cuore, dopo essere stato per alcuni mesi l'incubo delle suore nell'ospedale
dove era stato ricoverato.
Coppelia non aveva nessuna intenzione di lasciarsi andare in balia di quel senso di disincanto che aveva corrotto i
sui amici. Nonostante il compromesso 'borghese' accettato nella sua giovinezza, nonostante le espressioni sprezzanti,
che venivano lanciate nei confronti del 'vile' lavoro che svolgeva, mantenne sempre lo stato di grazia che premia le
persone curiose che lottano per ottenere ciò che desiderano....e fu così che Coppelia avvicinatasi alla soglia della terza
età ,dopo aver letto un articolo sul Venerdi di Repubblica che sosteneva che " è il nostro DNA ,e che sono i nostri geni a predisporre
il nostro orientamento progressista o conservatore nella vita", si ritrovò a ringraziare i propri geni per averle regalato una vita
tutta da camminare e non con il naso appoggiato al vetro di una finestra sprecata ad invidiare la vita degli altri.
giovedì 6 dicembre 2012
>>ma caballero quanto ci costi
Ed ecco che il caballero misterioso, che poi misterioso non è >spara un'altra c*****a<
Si candida,.... ma per la miseria, neanche a Natale sta zitto.
Ma quanto ci costi!!!
E lo spread sale e la nostra borsa scende.
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