venerdì 26 ottobre 2012
>50 sfumature di sconcerto
>50 sfumature di sconcerto
Stupite! Stupite! Ebbene, ogni volta che entro in una libreria, provo una piacevole sensazione di benessere,
per la vista e l' olfatto. I libri hanno anche un buon profumo. Chi mi legge, certamente rimarrà sorpreso.
La mia scrittura, a quanto pare, non trae alcun beneficio dalla mia frequentazione assidua di librerie. Pazienza.
Negli ultimi mesi, ho notato con molto sconcerto, un fenomeno che mi avvilisce. Non è una novità che
ogni tanto un libro mediocre, diventi un best-seller. Quest'anno ci siamo sciroppati la famosa triologia
delle sfumature. Ovviamente non ho resistito e ci ho messo l'occhio. L'ho trovata penosa.
Una cenerentola contemporanea kitsch. Una specie di favola, intercalata da pseudo (ridicole) situation 'erotiche' (?).
A parte questo, (tutti i gusti sono gusti)....per la mia formazione, l'elemento che mi ha disturbata di più , è stato
certamente il compiacimento sottile, nel descrivere lo stato della ' sottomessa', come esperienza piacevole.
Considerando poi il fatto che il libro ha avuto un enorme successo...da qui lo sconcerto. Ero convinta, ingenuamente,
si trattasse di un fenomeno passeggero. E invece no! Da un paio di mesi, in quasi tutte le grandi librerie, nei settori
delle novità, si leggono un'enorme quantità di titoli del 'genere', sottomessa, gheisa, petali cremisi e company.
Sarà che io son cresciuta a Simone de Beauvoir, Dacia Maraini, Marguerite Yourcenar...ebbene sono
inorridita.
venerdì 5 ottobre 2012
>> 80 ma non li dimostra
>>quasi ottanta ma non li dimostra,
Quando la terra tremò per la seconda volta, mentre nonna Oriana portava in salvo i nipotini ed il marito infermo,
arrivò il cane Buck, scampato miracolosamente al crollo parziale della casa.
Clea arrivò un q uarto d'ora dopo. Aveva buttato giacca e stivali giù dalla finestra e scesa a pianterreno, era salita in
macchina e si era precipitata a casa dei genitori. Clea abitava in centro, a solo un chilometro di distanza, ma
quel breve percorso rimarrà per sempre impresso nella sua memoria. La gente per strada urlava " Ci sono dei morti! Ci sono dei morti! ", La strada era ostruita da pietre. Alcuni palazzi ai lati della strada erano crollati. Per prima cosa notò il muro parzialmente crollato su di un lato esterno, dell'immobile dove abitavano i genitori, era terrorizzata. Poi li vide nel parcheggio di fronte alla casa, i bimbi, Buck ed i nonni.
Più tardi arrivarono il fratello e la cognata, quest'ultima scampata miracolosamente al crollo parziale dei capannoni dell'azienda per cui lavorava.
Rimasero per tre giorni in macchina in quel parcheggio. Il primo giorno neppure i generi di prima necessità,
solo sirene, luci blu lampeggianti, soccorsi in arrivo. Una gran confusione giorno e notte, gente smarrita e poi disperata. Nei due giorni successivi, montarono cucina da campo, la tendopoli ed i servizi.
Nel frattempo erano stati evacuati case di riposo ed ospedali anche in zone limitrofe, perchè inagibili. Clea ed il fratello si resero conto che non era possibile trovare una sistemazione adeguata per il nonno infermo.
Contattata l'azienda di soggiorno della riviera, trovarono una sistemazione presso un Hotel attrezzato
per persone con disabilità.
Nonna Oriana aveva la patente e guidava ancora discretamente. Era stata la prima donna del paese a prendere la patente nei primi anni 50 e voleva partire con la sua macchina insieme al nonno. Clea si chiese se
era più rischioso permetterglielo, in considerazione anche dei tre giorni di stress tremendo appena trascorsi o lasciarle quel briciolo di autonomia che la faceva sentire ancora viva e utile.
Clea tifava per la grande forza di carattere di nonna Oriana. Partirono tutti e 3. Il fratello davanti a guida della 'carovana', nonna Oriana ed il nonno con la loro auto in mezzo, in coda Clea con la sua auto per controllare la situazione. Nonna Oriana da quasi un ventennio non percorreva un'autostrada e certamente non aveva mai visto un'autostrada a 4 corsie. Seguiva a ruota la macchina del figlio senza guardare altro. Arrivati finalmente al casello d'uscita dell'autostrada, il figlio distratto, infilò l'uscita esclusiva per il telepass, mentre nonna Oriana lo seguiva imperterrita, pur non avendo la più pallida idea di cosa fosse un telepass.
Quando si rese conto che non c'era nessuna cabina con il bigliettaio, scese dalla macchina perplessa.
Clea per non creare code, usci con il telepass nella corsia accanto. Parcheggiò all'uscita dell'autostrada
ed insieme al fratello si avviarono a piedi verso il casello per recuperare la nonna.
Nonna Oriana per niente intimidita, stava litigando con il citofono : " Io i soldi ce li ho! Se volete farmi passare veniteli a prendere" ......
martedì 2 ottobre 2012
>>Pregiudizi
...e pensare che sono sempre stata contraria alla psicanalisi...
Quando ho aperto il blog, ho curiosato in mondo blogger un pò di fretta. L'operazione della scelta del layout, le varie impostazioni ed il primo post richiedevano urgenza.
HO cliccato 'segui' su di un paio di blog simpatici, ben scritti, però devo ammettere che a causa della fretta, avevo tralasciato la lettura dei profili degli autori.
Un paio di giorni dopo, per caso, ho scoperto di essere capitata nel blog di uno psicologo o psicanalista. ( Ammetto la mia abissale ignoranza in materia, infatti non conosco la differenza.)
Ho un'amica (o forse avevo un'amica), che ha persino battuto il record di Woody Allen (30 anni di analisi).
Con dispiacere devo ammettere che la preferivo prima.
La metamorfosi è stata stupefacente. La personalità spontanea, creativa e ludica (era inscritta al DAMS che poi abbandonò) con l'avanzare dell'analisi, ha subito, lentamente, un radicale cambiamento. Attualmente sembra corazzata, conservatrice, non disponibile al nuovo, per niente spontanea e soprattutto misantropa, ormai disposta a dialogare quasi esclusivamente con i gatti.
Noi vecchie amiche dalle superiori, pur avendo intrapreso strade diverse l'una dall'altra, abbiamo conservato, nelle occasioni d'incontro quel briciolo di complicità amichevole, di cameratismo che ci scalda il cuore come ai vecchi tempi.
L'unico neo, è appunto, la nostra amica psicoanalizzata, che nonostante i nostri tentativi di coinvolgimento,ci ha lasciato, regalandoci solo formali saluti. Ammetto di essere rimasta un pò 'smelonata' nonostante l'età e forse questo la può spaventare, ma il resto del gruppo è composto da serie professioniste, che al momento giusto sanno spogliarsi dell'abito serioso.
Questa esperienza ha rafforzato la mia diffidenza nei confronti della psicoanalisi.
Ebbene, ora sono stupefatta nello scoprire (sul blog di Soffio) il mio pregiudizio.
Ho trovato in Soffio, una persona simpatica, ironica, con un'enorme apertura mentale, disponibilità e nessuna ingessatura...
non è mai troppo tardi per scardinare pregiudizi.
Quando ho aperto il blog, ho curiosato in mondo blogger un pò di fretta. L'operazione della scelta del layout, le varie impostazioni ed il primo post richiedevano urgenza.
HO cliccato 'segui' su di un paio di blog simpatici, ben scritti, però devo ammettere che a causa della fretta, avevo tralasciato la lettura dei profili degli autori.
Un paio di giorni dopo, per caso, ho scoperto di essere capitata nel blog di uno psicologo o psicanalista. ( Ammetto la mia abissale ignoranza in materia, infatti non conosco la differenza.)
Ho un'amica (o forse avevo un'amica), che ha persino battuto il record di Woody Allen (30 anni di analisi).
Con dispiacere devo ammettere che la preferivo prima.
La metamorfosi è stata stupefacente. La personalità spontanea, creativa e ludica (era inscritta al DAMS che poi abbandonò) con l'avanzare dell'analisi, ha subito, lentamente, un radicale cambiamento. Attualmente sembra corazzata, conservatrice, non disponibile al nuovo, per niente spontanea e soprattutto misantropa, ormai disposta a dialogare quasi esclusivamente con i gatti.
Noi vecchie amiche dalle superiori, pur avendo intrapreso strade diverse l'una dall'altra, abbiamo conservato, nelle occasioni d'incontro quel briciolo di complicità amichevole, di cameratismo che ci scalda il cuore come ai vecchi tempi.
L'unico neo, è appunto, la nostra amica psicoanalizzata, che nonostante i nostri tentativi di coinvolgimento,ci ha lasciato, regalandoci solo formali saluti. Ammetto di essere rimasta un pò 'smelonata' nonostante l'età e forse questo la può spaventare, ma il resto del gruppo è composto da serie professioniste, che al momento giusto sanno spogliarsi dell'abito serioso.
Questa esperienza ha rafforzato la mia diffidenza nei confronti della psicoanalisi.
Ebbene, ora sono stupefatta nello scoprire (sul blog di Soffio) il mio pregiudizio.
Ho trovato in Soffio, una persona simpatica, ironica, con un'enorme apertura mentale, disponibilità e nessuna ingessatura...
non è mai troppo tardi per scardinare pregiudizi.
domenica 15 luglio 2012
Se mamma sapesse...
I sempre mitici ‘70
..un invito a cena alla ‘Porta Rossa’, mmmmmmm…
“Ciao “
“Ciao”
Arrivano Pane e la Clodette ed
entriamo in questo
questo posto che non è il nostro posto…
Sarà il freddo che emana il pavimento, brrrr… marmo bianco
Sarà il brusio in sottofondo.
In questo luogo non si parla, al massimo si sussurra.
Saranno le stoviglie con il silenziatore.
Insomma ...Qui, ho la sensazione che tutti sentano il mio deglutire.
Noi, invece, sussurriamo alto.
Essì, noi siamo gli intellettualoidi
un po’ cafoni e molto ignoranti.
…ma! Noi parliamo di Reich! Wilhelm Reich! Lo intingiamo in tutte
le salse, un po’, come trattiamo questa specie di fonduta con contorno
in
ciotoline salseggianti.
Ad essere sinceri il rospo da qualche mese a questa parte
non parla d’altro e Pane è il suo discepolo.
Io, ecco io invece ho la testa altrove.
Lo so che interrompere il Rospo (il mio compagno, non ancora principe) è un sacrilegio, ma..
Ecco, si presenta un problema imbarazzante.
Mi avvicino all’orecchio del rospo.
“Rospo, ho un problema!”
Lui, si volta” Che c’è?”
“Ecco. La mia mamma, oggi è stata alla Standa (vabbè
nei ‘ 70 mica c’erano i Centri Commerciali. Bei tempi).
“,,e allora” mi fa il Rospo.
“,,e allora sai com’è, trova sempre le NOVITA’” ehm.
“ oggi ha trovato una confezione di mutandine usa e getta.
Me le ha regalate.”
Mi guarda con 2 occhi che par che dicano “beh!”
“… il problema è che questa sera le ho indossate, e…
insomma, credo che si stiano squagliando. Ecco!”
“Se mi alzo in piedi, probabilmente cadranno perterra”.
Ammetto... il mio rospo è
fantastico.
Chissà se regge. Si, si… si controlla.
L’addome ed il pomo d’Adamo vibrano, ha le convulsioni.
Niente paura.. Sta ridendo ‘dentro’.
Mica facciamo la figura dei cafoni, noi.
Abbiamo due facce da schiaffi imperturbabili.
Il Rospo infila la mano nell’ apertura laterale
della mia gonna, afferra le mutandine e mi
dice:
“ Niente paura, donna” eheh “ci sono qua io”
Nel frattempo il ragazzo che è seduto al tavolo di fronte,
comincia a fissarci, sforzandosi di mantenere la conversazione
con la ragazza che ci da le spalle.
Lo faccio notare al Rospo.
Ebbene, il Rospo inizia a divertirsi sul serio e ..pure io.
Il ragazzo ci fissa, ma
cerca di non farlo notare alla sua ragazza.
Io ed il rospo stiamo al gioco.
Lui stringe con la mano i brandelli delle mutandine di carta usa e getta,
nel frattempo mi coccola e straparla di Reich.
Il nostro vicino di tavolo,
continua a fissarci ormai senza controllo.
Finita la cena ci alziamo da tavola.
I vicini ci imitano, mentre i nostri
amici, informati su ciò che sta
accadendo, fingono indifferenza.
Usciamo dal locale con disinvoltura, mentre
il Rospo mi abbraccia con la mano ancora infilata
nell’apertura della gonna.
Ci fermiamo nel parcheggio e aspettiamo i nostri
inseguitori.
Ecco. Arrivano.
Il Rospo afferra le mutandine dalla fessura, le strappa
e le butta in aria.
Saliamo sulla mia 2 cavalli, detta la “Goldrake Ufo Robot
Dei Salden” …e via.
venerdì 6 luglio 2012
IN-FORMA-TIZZATE
Da oltre un mese, per cause di forza maggiore, frequento spesso centri commerciali in città.
Con i tempi dilatati che mi ritrovo, in attesa che si sblocchi la situazione dell'agibilità casa/studio,
mi capita di osservare con più attenzione le persone che incontro in questi luoghi molto frequentati .
Spesso mi fermo per uno spuntino all'ora di pranzo, per non invadere troppo gli spazi di chi mi ospita.
Cambio spesso luogo di ristoro.
Non so come chiamarli. Sono una via di mezzo tra bar, ristorante e pizzeria.
Mentre io mi godo insalatone fresche, tra l'altro molto nutrienti e appetitose (contengono un pò di tutto),
gli/le astanti, in prevalenza giovani mamme con pargoli, si abbuffano di pizze, patatine fritte
e coca cola.
La constatazione mi stupisce molto. Queste mamme, in teoria, dovrebbero essere in-forma-tizzate.
Incredibile!! ...con TV - Internet ecc..ecc... che bombardano ininterrottamente consigli alimentari
'salutisti'....con il mito del fisico perfetto..
Sono sbalordita.
Sono sbalordita.
Ma forse non tanto ... ora ricordo alcune giovani colleghe, con fisico perfetto, palestrato che usavano la macchina per
coprire i 300 metri che separavano il luogo di lavoro dal posto di ristoro della pausa pranzo.
In compenso facevano 3 sedute settimanali di palestra. Aggiungendo, come stile di vita, pasti saltati e abbuffate di patatine
e snack.
Sorrido... ma forse non c'è molto da sorridere...
P.S.
ehm! Mi sparo (oltre alle insalatone) anche un buon piatto di pasta tutti i giorni :-))
ehm! Mi sparo (oltre alle insalatone) anche un buon piatto di pasta tutti i giorni :-))
martedì 3 luglio 2012
Cosa sta succedendo?
Un anno fa, M. il mio migliore amico veleggiava ai Caraibi con 'Fandango', un piccolo veliero.
Da 10 anni aveva abbandonato carriera e quant'altro e viveva sul mare
in completa libertà.
A Natale senza nessun preavviso è arrivato un glioblastoma (il tumore al cervello più feroce), non può più muoversi ne vedere.
Mi sta salutando, dedicandomi il suo ultimo libro.
Da 10 anni aveva abbandonato carriera e quant'altro e viveva sul mare
in completa libertà.
A Natale senza nessun preavviso è arrivato un glioblastoma (il tumore al cervello più feroce), non può più muoversi ne vedere.
Mi sta salutando, dedicandomi il suo ultimo libro.
sabato 30 giugno 2012
Nessuna festa
Rimanere senza casa e senza studio per un tempo indeterminato, è un'esperienza tremenda.
Alzare gli occhi e non trovare più le piazze, le chiese, i luoghi d'incontro, il negozio sotto casa, i portici
del bar del caffè mattutino, è tristissimo.
Al contrario di ciò che raccontano i telegiornali, non abbiamo festeggiato nemmeno la vittoria
contro la Germania, anche se ci ha riempito d'orgoglio.
Il desiderio della festa, non lo sentiamo ancora.
Avrei voluto abitare in questo blog con leggerezza, con raccontini un pò 'sciocchini'
per alleggerire una quotidianità un pò seriosa.
E invece no...è andata diversamente (per il momento).:-))
martedì 26 giugno 2012
Ci si è messo anche il terremoto.
Questo blog non vuole proprio decollare. Prima mancava il tempo. Ora c'è il terremoto.
Il blog voleva essere una creatura semiseria, leggera, con alcune vignette 'fatta in casa'.
Ora manca la casa, il materiale per scrivere, disegnare e lavorare sul web.
Sigh!
...l'unica cosa che non manca è la burocrazia lenta che non ci lascia ricominciare...
Il blog voleva essere una creatura semiseria, leggera, con alcune vignette 'fatta in casa'.
Ora manca la casa, il materiale per scrivere, disegnare e lavorare sul web.
Sigh!
...l'unica cosa che non manca è la burocrazia lenta che non ci lascia ricominciare...
domenica 29 aprile 2012
AL LUPO, AL LUPO
L’autostrada era semideserta, probabilmente a causa del caldo spaziale, a causa dell’ora e causa del giorno. Un giorno qualsiasi intorno a ferragosto, ore 15.
Coppelia infilato un Cd di Fiorella Mannoia a tutto volume nel lettore, cantava a gola spiegata, anche grazie al conforto dell’aria condizionata .
All’uscita del casello di Verona, fece una piccola pausa d’orientamento.
Doveva recarsi ad un deposito per recuperare ’materiale artistico’ proveniente da un evento conclusosi di recente.
Fortuna volle che al terzo tentativo, grazie al miracoloso intervento di Tom Tom, i grandi capannoni del deposito, dotati di tutto lo squallore di una periferia desolata, comparissero finalmente sullo scherma del parabrezza della monovolume di Coppelia.
A prima vista, l’unico essere vivente che stazionava in loco , era uno splendido cane lupo alla catena.
Coppelia dopo aver parcheggiato l’auto, si avvicinò al cane, che aveva un pelo splendido grigio/bianco, l’accarezzò sulla testa dicendogli dolcemente – Ma che bel lupetto sei!-
Il cane, con splendidi occhi quasi bianchi la fissò. Sembrava quasi interdetto.
Improvvisamente Coppelia udì alle sue spalle una voce che gridava:-
- Signora! Signora faccia attenzione! Quello è un lupo vero.-
Coppelia guardò il lupo e disse – Perbacco, ma sei proprio un bel lupetto.-
Chissà… forse era la prima volta che quel lupetto riceveva una carezza.
Mah! Che vita da lupi….
lunedì 5 marzo 2012
Quando un lutto diventa spettacolo
4 Marzo, pranzo domenicale a casa di mamma.
Da due giorni la mammina di Coppelia, quasi ottantenne , è incollata
al televisore.
A fine pranzo, con le lacrime agli occhi chiede:
- Quanto costa un mangiadischi? –
-Probabilmente sarà un po’ caro, ormai dovrebbe essere considerato un
oggetto di modernariato.- Coppelia.
- Cos’è il modernariato?- la mammina.
-…è che son trent’anni che non costruiscono più i mangiadischi.- Coppelia
-ma allora, come si fa ad ascoltare i dischi?- la mammina.
-anche i dischi non ci sono più mamma. – Coppelia
- Io voglio comprare tutti i dischi di Lucio Dalla. – conclude la mamma.
-
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