
Probabilmente gli italiani hanno perso la loro risorsa migliore.
Il buon gusto.
Noi, si primeggiava nelle arti e nei mestieri, grazie probabilmente
all'impareggiabile contributo della natura, molto generosa
con il nostro paese.
Forse proprio la natura aveva contribuito ad educare la nostra sensibilità
estetica.
Poi è arrivata la televisione, è arrivata la televisione del biscione.
Occhi ed orecchie degli italiani sempre incollati ai teleschermi
hanno perso di vista il mondo fuori, l'estetica della natura, i suoni
della natura.
La funzione della TV fu sopravvalutata anche da un'intellettuale di
grande cultura come Umberto Eco, che pronosticava un miglioramento
della cultura delle masse proprio grazie a questo mezzo di comunicazione.
Si sbagliava.
La cultura che ci ha portato la televisione nell'ultimo trentennio si
sintetizza nei valori educativi sull'immagine e sul linguaggio esposti.
L'immagine della donna espressa unicamente
nella sua funzione di oggetto e nella migliore delle ipotesi, come
oggetto decorativo.
Il nuovo linguaggio, che detiene come emeriti precursori Sgarbi e Busi è
diventato un'accozzaglia di volgarità, maleducazione e soprattutto di
cattiveria e violenza gratuiti.
Ma soprattutto il messaggio migliore è quello dell'estetica della dignità
che ogni giorno ci regalano i nostri politici.