domenica 6 luglio 2014

>>> pubblicità





>>> della pubblicità

Fortunatamente non sono cliente di  Vodafone. Mi costerebbe un cellulare nuovo.
(lo getterei causa  pubblicità lesiva al  buon gusto)
Non ho la lavastoviglie mi costerebbe un tot in riparazioni causa allergia additivo
pulente. Non compro una certa marca di tonno, perchè non  mi va lo spreco
pubblicitario a beneficio di un divo in disfacimento con un piglio di sufficienza
penoso.
Insomma, mi sembra, che la maggior parte della pubblicità sfornata dalle TV di oggi,
sia rivolta ad un pubblico imbecille.
A cominciare dal pinguino degli autografi, passando da Diego  Abatantuono  per
quella marca  di additivo per lavastoviglie, passando a deodoranti, assorbenti in ascensore,
divi del cinema che pubblicizzano di tutto un pò, con il minimo sforzo ed il massimo
guadagno.
Ma,.. com'erano bravi i pubblicitari di una volta! Originali ed eleganti.
Per il caffè avevamo il caballero misterioso, per il detersivo calimero, per le
caramelle Mariarosa, per le pentole l'omino Lagostina e poi Eduardo de Filippo,
Calindri, ecc. ecc...
E' ora di risalire un pò la china.


sabato 28 giugno 2014

>>> la prima volta a Parigi

Coppelia
e la Tour Eiffel



                                        Coppelia e amica davanti al
                                                         Trocadèro
                                        fotografate da passante
                               (Coppelia ha i  pantaloni rossi)                                                   







>>>la prima volta a Parigi

Era il 1972, Coppelia, ancora diciassettenne, insieme all'amica
 Paola, dopo una lunga notte insonne sul treno,   toccarono con
i piedini la banchina della Gare de Lyon. Una grande avventura le stava aspettando,
 2 settimane a Parigi, tutte sole.
Come base per  dormire avevano l'indirizzo della sorella della perpetua del
parroco del loro paese, mentre per il  giorno avevano la totale libertà di
vivere  tutta l'avventura sognata durante l'ultimo anno trascorso in trepidante  attesa.
Furono 15 giorni di scarpinate memorabili e menù fisso di baguette
e prosciutto cotto. E meno male che Parigi era dotata di un Metrò
straordinario. Dall'alba al tramonto il Louvre,  il Musèe d'Orsay, Notre Dame,
le Sacre  Coeur, Montmartre, San Germain, le Trocadèro, il mercato delle pulci, les Chaps Elisè e persino
Versailles e le Bois de Boulogne, mancò solo le Centre Pompidou
perchè non esisteva ancora, Coppelia lo visitò la seconda volta che vide  Parigi.
A Coppelia sembrava di vivere in un film, tutto era meravigliosamente a grande respiro di libertà.
I parigini, ma sopratutto le parigine , apparivano  così emancipate e sicure di sè.
Invidiava quelle ragazze sedute sole nei bistrot con la sigaretta tra le dita ed un libro aperto tra le
 mani, quell'aspetto un pò bohemien. Ovviamente si immedesimava nelle sue muse Simone  De Beauvoir, Anais Nin,
Juliette Greco. Nella sua piccola biblioteca, già allora erano presenti tutti i  libri della Beauvoir e della Nin,
 ma anche tutti gli Esistenzialisti. Era tutto reale, lì davanti ai suoi occhi.
A sorpresa ci fu anche una notte di bagordi.
La penultima sera di soggiorno, la figlia della signora che le ospitava,  le invitò a cena a casa sua e dopo cena lei
ed il marito  offrirono alla ragazze una serata al Moulin Rouge.  Già allora il Moulin Rouge era diventato
un locale per turisti, niente di particolarmente osè. Coppelia invece ingenuamente  osò.
Notoriamente la fanciulla era ed è quasi astemia. La dose massima di spumante che si può
permettere è un dito  nel flute  o mezzo dito nella coppa. Quella sera gli ospiti offrirono champagne
alle fanciulle e Coppelia poco avezza alla mondanità,  non sapeva che  il cameriere che  le stava accanto
aveva il compito di riempire il bicchiere ogni  volta che lei lo vuotava. Fortunatamente  per gli ospiti che offrirono
la serata, Coppelia dopo il terzo bicchiere si rese conto non essere  in grado di andare oltre e chiese scusa al cameriere,
perchè non si sentiva tanto bene e non riusciva a bere anche il quarto.
Le ragazze. rientrarono poi in Italia stanchissime e gasatissime, ma sopratutto un pò parigine.
Ma perchè riaffiorano, apparentemente senza motivo, questi ricordi nella testolina di  Coppelia?
Ebbene, perchè dagli anni '70 al 2014, durante tutti i soggiorni  vacanzieri in Italia, al mare ( Tirreno,  Ligure, Adriatico,
Ionio), nelle città d'Arte, nei borghi ecc...ecc. Coppelia non ha mai incontrato ragazze sole (ma anche ragazzi) sedute in un caffè
o su di una panchina (ovviamente non in prossimità di scuole), immerse nella lettura di un  libro, per il semplice
piacere di leggere un libro.
Se per caso vi capita d'incontrarne  una, una ragazza pò matura, ebbene si tratta sempre di Coppelia-

domenica 15 giugno 2014

>>> ancora qui



Coppelia è ancora qui.  Latitanza dovuta a poco  tempo e stato confusionale da bombardamento impietoso di notizie, informazioni, eventi,
riflessioni lampo su  di una  contemporaneità politica,economica, sociale scioccante.
Tanto  per non parlare di grillismi, berlusconismi e renzismi, oggi  Coppelia si sofferma su di un argomento 'antico' 
irrisolto  e dal punto di vista di  Coppelia ancora senza spiegazioni.
Perchè gli uomini odiano le donne?
Argomento che per Coppelia merita riflessioni quotidiane, grazie a quotidiane notizie su barbarie  operate
sulle donne.  Di femminicidio se ne parla ormai tutti i giorni e lasciamo perdere.  Andiamo oltre o per essere precisi,
torniamo al passato.
Alcuni giorni fa, sul quotidiano Repubblica, è apparso un articolo sui " Piedi di loto "
Eccolo:
   



**********************





Cina, le ultime donne dai "piedi di Loto": la fotodenuncia
Il fotoreportage è di questi giorni, ma tradizione millenaria: risale ai tempi della dinastia Song e nonostante la pratica sia stata bandita nel 1911 in molte aree rurali della Cina ha resistito fino al 1939. Quelle che vedete in queste foto, quindi, sono le ultime donne con "piedi di Loto", minuscoli e deformati a causa dell'assurdo rito che voleva, per le bambine appartenenti a classi agiate, l'obbligo di conservare piedi minuscoli come un fiore di Loto quale simbolo di bellezza, status e promessa di obbedienza al futuro marito. Il reportage "Living History: bound feet woman in China" è Jo Farrel, fotografo che vive a Hong-Kong e che da 8 anni viaggia nel Paese raccogliendo ritratti e storie di queste donne, tutte tra gli 80 e i 90 anni: "Sono tra le persone più dignitose che abbia mai incontrato. Vorrei che il mio lavoro fosse diffuso (attraverso la piattaforma di crowfunding Kikstarter cui è registrato il progetto) perché le immagini e le storie possano essere divulgate grazie anche ai musei e alle fondazioni in modo che resti la memoria anche per le nuove generazioni. Alcune di queste donne sono decedute prima che potessi rendere pubblico il mio lavoro...". La tradizione barbarica della fasciatura dei piedi avveniva tra i 4 e i 9 anni per frenare il naturale sviluppo dei piedi; la fasciatura avveniva soprattutto in inverno, quando i piedi delle bambine erano "anestetizzati" dal grande freddo. Il tutto preceduto da un lungo bagno in ammollo in una mistura di erbe e sangue di animale per ammorbidire pelle ed unghie. Le dita venivano poi ripiegate su se stesse e pigiate indietro a costo di romperne le ossa. Il passo successivo erano fasciare il tuttoi per contenere le ferite e controllarne la crescita

**********************
L'articolo è corredato da foto sconcertanti.
Da qui le riflessioni di Coppelia sono lievitate, sono passate all'infibulazione, alla lapidazione, all'usanza indiana
di bruciare vive  le mogli quando la dote è sfumata,  alla stessa usanza usata dall'inquisizione nel bruciare le
streghe, al vetriolo, a quasi tutte le religioni che hanno demonizzato le donne, l'elenco è infinito.



Cercando su Google sul  tema femminicidio, si legge di saggi scritti su maschi violenti,
ma qui non si tratta di maschi violenti. siamo oltre, è un fenomeno che precede la mia conoscenza
storica sull'argomento, è un fenomeno culturale quasi universale.  Le rare comunità matriarcali, conosciute
da Coppelia, sono sopravvissute pochissimo a causa dell'indole pacifica di questi popoli.
E' una storia di potere sicuramente.
Ma a che scopo?

sabato 19 aprile 2014

>>>te la dò io l'America










Scrive l' - USA Today -Se siete un imprenditore e  proprietario
di una piccola azienda, dovreste preoccuparvi delle rughe.
Nel mondo del  business moderno il viso è sempre più
 una risorsa e i social media sono affamati di video,  foto
testimonianze sempre più  fedeli.
Quegli stessi seminari su Skype o via web sono strumenti utili
perle aziende per mantenersi in contatto con clienti e colleghi,
 apparire più giovani potrebbe aiutarvi a trovare un cliente importante.-
Fin qui, niente di nuovo,..mah!
 Udite, udite:
Si moltiplicano  negli USA  (ovviamente)   le imprese
 che offrono ai loro dipendenti  di andare sotto i ferri del chirurgo
 estetico a loro spese. )Magari lo obbligano anche sotto minaccia
licenziamento. (Fonte Venerdì di Repubblica)
A me  non sembra normale per niente questa cosa. Ma è possibile
che una persona per poter lavorare venga costretta  a cambiare il
proprio viso, la propria unicità, la propria identità.
Io sono affezionatissima al mio viso e me lo voglio tenere
tale e quale, comprese le rughe, anche nell'aldilà  
Non so se è colpa dell'invecchiamento (mio), ma trovo che il mondo
stia girando per il  verso sbagliato, o comunque non per il mio verso.
Adesso mi faccio un bel selfie nature e me ne vanto, alla faccia
del business.

giovedì 3 aprile 2014

>>>della serie uomo dei sogni







>>>  della serie  uomo dei sogni

Come è noto, Clea soffre di assuefazione ai sogni, che poi
spesso si realizzano per finire dopo qualche tempo nella memoria onirica,
appena sopra la fronte, sopra il sopracciglio sinistro.
Tanti, ma tanti anni or sono, Clea venuta a conoscenza della data e del luogo in cui era stato organizzato il concerto
della PFM ( Premiata Forneria Marconi) fortunatamente in zona abbordabile dalla sua  mobile 500,
che di nome faceva "baby" (tutte le auto di Clea sono devotamente battezzate).,
si attrezzò immediatamente per  partecipare al meraviglioso evento.
Così, la sera del 12 luglio, a cavallo dell'affezionatissima "baby" bianca, acquistata
con i suoi primi stipendi ( per l'astronomica cifra di 400 mila lire) la ragazza
partì sola, come d'uso, essendo che le sue amiche erano talmente impegnate
a proclamarsi  impegnate ed emancipate,  che a tutt'oggi sono più o meno nel
girone delle 'sdraiate'.

La Clea arrivò  in doveroso anticipo nel locale dove si sarebbe svolto il concerto
per cercare un posto soddisfacente dove accamparsi.
Il concerto  iniziò, con la musica emozionante della PFM, Clea era quasi commossa,
talmente presa dalla magia della musica, da accorgersi  del tipo seduto
al suo fianco, solamente quando sentì' una mano
sconosciuta stringere la sua mano .
Un vichingo dai lunghi capelli biondissimi e gli occhi azzurri, una specie di divinità
nordica a pedi nudi e jeans stracciati.
Secondo voi cosa si poteva chiedere di più dalla  vita, con le  "Impressioni di settembre" per
colonna sonora ed una mano divina che le stringeva la mano?
Infatti la Clea neanche riusciva a connettere, data l'inaspettata intossicazione di euforia
dovuta al contesto stile eden + rock.
Il vichingo iniziò a chiacchierare piacevolmente, si presentò e le chiese appuntamento per
la sera successiva, appuntamento che  fissarono in un paese vicino alla località dove viveva Clea. Chiosco dei giardini
pubblici.
Clea era incredula.
Il giorno seguente cercò di coinvolgere un'amica per una serata ai giardini di*....*, per assicurarsi
una distrazione psicologica, nel caso avesse preso un abbaglio sotto ipnosi
 musicale.
Scelse con  cura un lungo abito a sottoveste  color pervinca con un bordo di fiori di tutte le 
tonalità del lilla e del viola, si fece due trecce stile squaw (allora si tingeva i capelli neri e li portava lunghi,
che insieme agli abiti lunghi facevano tanto frak).
Le due amiche già sedute per tempo vicino al chiosco dei giardini, una in trepida attesa, l'altra tranquilla
(all'oscuro di tutto) che si guardava attorno ed iniziava a salutare amici e conoscenti di passaggio,
videro ad un certo punto avvicinarsi nel  parcheggio, un destriero bianco, ops!! una spyder bianca
scoperta. Entrambe guardarono incuriosite l'auto, dalla quale scese lentamente il bellissimo
vichingo in jeans zoccoli e camicia bianca, con un sorriso a 100 watt, diretto senza esitazione nella
direzione di  Clea.
Prese  la mano della fanciulla, in overdose di felicità, e la condusse alla spyder, accese il mangianastri
introdusse la cassetta di Dèsire di Bob Dylan e partì.
Sotto un tripudio di stelle Clea  si sentì per la prima volta, senza peso.
Di Clea senza peso, rimase stranamente una foto (allora non possedeva nemmeno la macchina fotografica)
il giorno seguente alla  notte dei sogni, Clea era al mare e qualcuno si prese la briga di fotografarla.
Ora direte.. come mai     questi ricordi nostalgici?..ma perchè la nipotina di Clea, oggi, ha lo stesso viso
trasognato che la zia aveva quel giorno.
Eccola lassù la Clea senza peso.

venerdì 21 marzo 2014

>>> La Signora Maria






Quando Clea vide la Signora Maria entrare sola,  con il suo cappottino grigio di sempre,
il fazzoletto scuro annodato sotto il mento, il passo incerto e gli occhi timidi, provò una stretta al cuore.
La Signora Maria era sempre stata trasparente, quasi invisibile, Clea non  aveva mai sentito la sua voce.
Seguiva sempre il marito un passo indietro, in paese nessuno aveva mai speso pettegolezzi o apprezzamenti
su di lei. Usciva solo per la spesa.
Clea  ed il suo collega incrociarono lo sguardo, sapevano che la Signora Maria era rimasta vedova da pochi giorni.
Si alzarono subito in piedi e si avvicinarono al bancone per porgere le condoglianze ed offrirle il loro aiuto, nel
sbrigare le pratiche richieste dalla circostanza.
La Signora Maria si avvicinò timida.
Clea e Francesco le strinsero la mano.
"Condoglianze Signora Maria, siamo sinceramente dispiaciuti per la scomparsa di suo marito" dissero.
La Signora Maria abbassò gli occhi ed in un sussurro disse:
"Sapete, non sono mai stata così bene".


mercoledì 5 marzo 2014

>>> ma che barba questi esterofili




>>> ma che barba questi esterofili!!!



Lunedì 3  marzo 2014, L 7 trasmissione 8 1/2, si parla della "Grande Bellezza".
A Coppelia si rizzano le orecchie e non solo, anche i capelli.
Ma di che sproloquia questo Buttafuoco!!!
Ma che  dice! Un film che non ha una storia da raccontare? Un film che
ripropone i luoghi comuni sugli italiani e rende una brutta immagine dell'Italia
all'estero?
Ma stiamo scherzando!!!Al contrario.
Rivedendolo non si può che apprezzare di più.
Roma è bellissima, struggente, malinconica e decadente.
Non si racconti che quei party  volgari e pacchiani sulle terrazze romane sono
 una prerogativa dell'Italia decadente, non evocano forse una Hollywood che noi tanto enfatizziamo?
O, se vogliamo, tutte le società opulente e decadenti della storia? Dalla Francia dei Luigi,
all'antica Roma, Grecia,  e tutte le grandi civiltà che giunte ad un alto grado di opulenza
si sono dedicate ad  uno  abuso della leggerezza senza freni e priva di codici morali ed etici?
Secondo appunto; la piccola citazione di Proust fatta dall'idiot sauvant figlio della ristoratrice, non
è forse un appunto sull'aristocrazia vuota e vacua dedita al pettegolezzo salottiero, alla maldicenza,
come nei salotti proustiani  dai  Guermantes.
Che  goduria inoltre quella presa per i fondelli di un certo filone di arte contemporanea molto
discutibile sui contenuti e sulla qualità.
Infine, quando Sorrentino stesso ammette l'influenza Felliniana sul suo lavoro..beh! per Coppelia
non può essere più palese di così.
Sorrentino non evoca forse un Mastroianni invecchiato ai giorni nostri della "Dolce Vita" di Fellini? 
Anche  il racconto c'è. La fine del racconto è al termine del film, quando a Sorrentino viene chiesto
perchè ha scritto un solo libro e poi non ha più scritto. -Perchè ha cercato la grande bellezza,
ma non l'ha trovata-

mercoledì 12 febbraio 2014

>>> dal terremoto all'alluvione ed al saluto a Freak Antoni


Un saluto speciale a Freak Antoni da noi ragazzi del 1954 che giocavamo a frisbee con 
gli Skiantos, (nel '77).

giovedì 6 febbraio 2014

>>>Coppelia e le divagazioni libere sull'arte




















ArteFiera, una bella giornata. Ci sono 2 luoghi  sacri per Coppelia,
le mostre d'arte e le librerie. Già all'entrata un senso di appagamento.
Coppelia,  guarda e assorbe colore ed emozione. Calore e gelo.
L'arte contemporanea molto discussa, ha  l'eclettismo di
tutti i linguaggi del mondo. L'Arte  non è definibile,
srotola il suo linguaggio contemporaneamente colto e tribale
anticipando la storia, la lettura della mente dell'uomo, il futuro.
A  volte viene confusa con l'artigianato.  Coppelia trova un'enorme
differenza tra arte ed artigianato, senza voler togliere valore all'una
od all'altra. *Per Coppelia ,. artigianato  è ottima tecnica, grande manualità,
sguardo attento. L'arte , tutte le arti, pittura, scultura, scrittura, cinema, fotografia,
sono altro, sono l'occhio interiore, del tempo,dello spazio, della sfera emotiva.
E' l'occhio della porta della percezione.La preveggenza. 
Spesso l'arte contemporanea non è condivisibile esteticamente, d'altronde
Coppelia non condivide il concetto che l'arte debba avere  una funzione decorativa.
L'artista non crea per decorare è l'artigiano che decora a volte magistralmente.
Ci sono artisti che disturbano e che  Coppelia non comprerebbe mai, ma che
hanno per  un linguaggio premonitore. A volte si sorprende per
le associazioni  che evoca un'opera sulla società contemporanea.
Per esempio squalo in formaldeide di Damien Hirst, anno 1991 comprato per 12 milioni di dollari.
Dunque creato nel 1991, in pieno fulgore di  Wall Street, broker, trader, squali che
Hirst ha messo in formaldeide allora. Premonitore dello stato della finanza oggi.
Oggi  il trader ci  dice che la finanza globale è arrivata ad un punto incontrollabile,
ingestibile e forse l'unica alternativa è  tornare indietro.
Poi Vanessa Beecroft e l'ossessione del corpo. (156.500$ vB43 anno 2000). Tutta l'opera della  Beecroft
è ispirata  dall'ossessione del corpo, ossessione dell'uomo contemporaneo..
Jeff Koons 25.796.067 $ per Balloon Flower (1995-2000).
Coppelia potrebbe associarlo,... ieri, all'involucro della leggerezza satolla, oggi, all'involucro del vuoto post abbuffata.
Nel cinema, Nanni Moretti, con 'Il caimano' e ' Habemus Papam'...preveggente?
o 'La messa è finita'   ...una generazione, quella di Coppelia, senza certezze, ideologiche. Contraddizioni di una generazione.
La letteratura non anticipa forse? Troppo vasta la scelta.  Limitiamoci a due autori del 900 che
hanno previsto la ns. contemporaneità Orwell  1984 ed Aldoux Huxley 'Il mondo nuovo' e 'Ritorno al mondo nuovo'
Il grande fratello, ovvero, la grande finanza padrona del granaio del mondo e governatrice delle nostre pance
manipolatrice di pensieri, emozioni e manipolatrice scientifica con la trasformazione
 degli esseri umani in automi o ebeti, con droghe, alcol, psicofarmaci e perchè no  predicatori occulti.
Ora Coppelia può sedersi, ad ArteFiera, nella poltrona di Laurina Paperina ad ammirare  le 'incazzature'
liberatorie delle promettenti  paperine.
By








 

venerdì 31 gennaio 2014

>>> L'aria che tira


A quanto pare, tira sempre una brutta aria,  pensa tra se Coppelia.
Aveva programmato un allegro post da ArteFiera Bologna e invece
urge la rabbia e l'indignazione.
Tant'è che non occorre nemmeno lo sforzo di sfornare nuove vignette,
quelle di ieri (2008 epoca lodo Alfano) si adattano benissimo anche
all'oggi, poi si spera di accantonarle, ma su questo Coppelia nutre
ragionevoli dubbi.
Coppelia proprio non ce la fa più a reggere il turpiloquio, la violenza,
l'ignoranza, la misoginia, l'integralismo dei grillini, ma anche il turpiloquio
e la volgarità globalizzata.
Coppelia non accetta che si voglia far passare questo squallore per
democrazia. In tutta  sincerità Coppelia sente solo cattivo odore.
Quel cattivo odore  (chiamato 'pulizia'  evocato dai grillini) che richiama,
per chi ha ancora buona memoria,  certe pulizie operate per esempio da
Hitler, Stalin, Mao,  Pinochet, e fermiamoci quì per citare i più famosi.
Ora, è  arcinoto che Coppelia non ama le citazioni, in questo caso
se ne concede 2, a conferma della discutibilità del vizio di
citare.
Einstein: "Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana.
                  e riguardo l'universo ho ancora dei dubbi"
Coppelia: Caro Einstein, non ti sorprenderai sicuramente nell'apprendere
                  che ti citano anche gli stupidi.
Gesù e Papa Francesco: "Chi sono io per  giudicare?"
 Coppelia:  Forse, qualche volta, è auspicabile avere buone capacità
                  di giudizio, per  non ritrovarsi dentro la morte della democrazia
                 a nostra insaputa (come ci  insegna la nostra politica).
Ora tutta la mia simpatia al Capo dello Stato Napolitano, Alla Presidente
Boldrini, a Michela Marzano ed alle donne del PD.